Features Storia Dell Istituto Missrc 01
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STORIA DELL’ISTITUTO

ISTITUTO, FINALITÀ E CARISMA

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Gli Istituti Secolari, dono dello Spirito alla Chiesa, rappresentano una forma originale di vocazione e partecipazione alla espansione e alla crescita del Regno di Dio nel mondo. Sorti all’inizio del secolo XX, hanno avuto il riconoscimento ufficiale della Chiesa nel 1947.Ci sono voluti molti anni perché si affermasse l’idea di una totale consacrazione a Dio che non implicasse l’isolarsi dal mondo e dalle sue realtà, ma che venisse vissuta proprio all’interno del mondo, tra la gente, come lievito o sale che – pur invisibile all’occhio umano – lavora all’interno, fermenta e dà sapore e collabora a rendere il mondo più bello e buono.Dal Decreto Ecclesia Cattolica, del 1889, ne abbiamo fatta di strada, anche se ancor oggi per alcuni non è ancora facile comprendere questa meravigliosa vocazione, nascosta, ma splendidamente attiva …. http://www.ciisitalia.it/storiais.htmlI membri rimangono a pieno titolo nello stato laicale: sono cioè semplici battezzati, i quali però, in risposta a una specifica chiamata, qualificano il loro stato di laici consacrandosi interamente a Dio con la professione dei consigli evangelici.L’Istituto delle Missionarie del Sacerdozio Regale di Cristo si costituì nel 1945 nella città di Milano, per desiderio e con il sostegno del Cardinale Ildefonso Schuster, ora beato, e di Ezia Fiorentino, allora Presidente diocesana della Gioventù Femminile di Azione Cattolica. Il primo gruppo di giovani accolse l’annuncio di una missione grande e bella che Dio voleva nella Sua Chiesa e si impegnarono a seguire più generosamente gli esempi di Cristo Sacerdote, pur rimanendo nel mondo. Venne riconosciuto nel 1950 come Istituto Secolare di diritto diocesano e successivamente, nel 1970, ottenne il riconoscimento della Sede Apostolica Romana come Istituto di diritto pontificio.La nota informativa della spiritualità dell’Istituto è il Sacerdozio del Verbo incarnato nella sua funzione di orante, di vittima e di mediatore. Tale spiritualità ha il suo fine generale nella gloria di Dio attraverso la santificazione della vita secolare.All’interno del fine generale l’Istituto ha una sua specificità che ne costituisce il carisma: l’impegno a vivere e a contribuire a far vivere lo spirito del sacerdozio regale che Cristo ha incarnato con pienezza e ha disposto che fosse partecipato, secondo il proprio grado, da tutto il popolo di Dio.

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Siete seme di santità
gettato a piene mani
nei solchi della storia

(Benedetto XVV – Udienza del 3 febbraio 2007 ai partecipanti alla CMIS)

Dal discorso di Paolo VI al Convegno della Conferenza Mondiale degli Istituti Secolari 25 agosto 1976 UNA PRESENZA VIVA AL SERVIZIO DEL MONDO E DELLA CHIESA Cari figli e figlie nel Signore,
1. Ben volentieri abbiamo accolto la domanda del Consiglio esecutivo della Conferenza Mondiale degli Istituti Secolari quando, in tempo opportuno, ci fece conoscere il desiderio di avere questo incontro. Esso ci offre infatti l’occasione di esprimervi, insieme alla nostra stima, le speranze che la Chiesa ripone nella testimonianza speciale che gli Istituti Secolari sono chiamati a dare in mezzo agli uomini di oggi.
2. Non c’è bisogno di soffermarci a mettere in luce le caratteristiche peculiari che definiscono la vostra vocazione, poiché, nei loro tratti fondamentali che sono “la piena consacrazione della vita secondo i consigli evangelici e la piena responsabilità di una presenza e di un’azione trasformatrice dal di dentro del mondo, per plasmarlo, perfezionarlo e santificarlo”, queste caratteristiche possono essere ora considerate come una acquisizione sicura della vostra coscienza istituzionale. Tutto ciò ve lo abbiamo ricordato in occasione del venticinquesimo anniversario della Costituzione Apostolica Provida Mater (discorso del 2 febbraio 1972).
3. Per quanto ci spetta in questa occasione, il nostro desiderio è piuttosto di sottolineare il dovere fondamentale che deriva dalla fisionomia or ora evocata, e cioè il dovere di essere fedeli. Questa fedeltà, che non è immobilismo, significa anzitutto attenzione allo Spirito Santo che fa nuove tutte le cose (cfr. Ap. 21,5). Gli Istituti Secolari infatti sono vivi nella misura in cui partecipano alla storia dell’uomo, e agli uomini d’oggi testimoniano l’amore paterno di Dio rivelato da Gesù Cristo nello Spirito Santo (cfr. Esortazione apostolica Evangelii nuntiandi, 26).
4. Se rimangono fedeli alla loro vocazione propria gli Istituti Secolari diverranno quasi “il laboratorio sperimentale” nel quale la Chiesa verifica le modalità concrete dei suoi rapporti con il mondo. E perciò essi devono ascoltare, come rivolto soprattutto a loro, l’appello della Esortazione apostolica Evangelii nuntiandi: “il loro compito primario… è la messa in atto di tutte le possibilità cristiane ed evangeliche nascoste, ma già presenti e operanti nelle realtà del mondo. Il campo proprio della loro attività evangelizzatrice è il mondo vasto e complicato della politica, della realtà sociale, dell’economia; così pure della cultura, delle scienze e delle arti, della vita internazionale, degli strumenti della comunicazione sociale” (n. 70).
5. Ciò non significa evidentemente che gli Istituti Secolari in quanto tali debbano assumere questi compiti. Ciò spetta normalmente a ciascuno dei loro membri. Dovere degli Istituti stessi è quindi di formare la coscienza dei loro membri ad una maturità e ad una apertura che li spingano a prepararsi con molto zelo alla professione scelta, per affrontare poi con competenza e in spirito di distacco evangelico, il peso e la gioia delle responsabilità sociali verso cui la Provvidenza li orienterà.
6. Questa fedeltà degli Istituti Secolari alla loro vocazione specifica deve esprimersi anzitutto nella fedeltà alla preghiera che è il fondamento della solidità e della fecondità. E’ quindi molto bello che voi abbiate scelto come tema centrale della vostra Assemblea la preghiera come espressione di una consacrazione secolare, sorgente della missione e chiave della formazione. Ciò significa che voi siete in ricerca di una preghiera che sia espressiva della vostra situazione concreta di persone “consacrate nel mondo”.
7. Vi esortiamo quindi a proseguire questa ricerca sforzandovi di fare in modo che la vostra esperienza spirituale possa servire di esempio ad ogni laico. Infatti, per colui che si consacra in un Istituto Secolare la vita spirituale consiste nel saper assumere la professione, le relazioni sociali, l’ambiente di vita, come forme particolari di collaborazione all’avvento del regno dei cieli e a sapere imporsi dei momenti di pausa per entrare in contatto più diretto con Dio, per rendergli grazie e per chiedergli perdono, luce, energie e carità instancabile per gli altri…..